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I Governatori del Triveneto

Sotto il patrocinio dei Governatori

Distretto 108 TA1
Antonella Genovesi
Governatrice
Antonella Genovesi

Cari amici, gentili ospiti, un saluto affettuoso ai soci dei Distretti TA1, TA2 e TA3 presenti, agli amici Governatori Roberto, Paolo e Diego, ai rappresentanti delle istituzioni presenti. È un onore vederci riuniti oggi, 18 aprile, in un evento condiviso che dimostra la forza della nostra rete. Viviamo in un'epoca straordinaria in cui la longevità non è più soltanto un traguardo anagrafico, ma una nuova frontiera dell'esistenza.

Tuttavia, questa realtà ci pone oggi davanti a una domanda cruciale: come vogliamo abitare questo tempo guadagnato? La longevità ci interpella come comunità e, soprattutto, come Lions.

Non è sufficiente vivere più a lungo; è essenziale vivere meglio.

La qualità della nostra vita dipende da un capitale prezioso: i nostri stili di vita. Alimentazione, attività fisica, benessere mentale e relazioni sono i pilastri, il vero capitale sociale di una longevità sostenibile. Il terzo settore e la nostra rete globale sono il motore di questa educazione. Possiamo realmente incidere sui comportamenti, creando ambienti favorevoli al benessere e trasformando la longevità da potenziale criticità a grande opportunità.

Questo impegno ci pone di fronte a riflessioni profonde, e io l'ho traslato anche nel motto del mio guidoncino: «Radici nel futuro». Le nostre radici sono i valori che ci sostengono, la prevenzione che coltiviamo e l'esperienza delle generazioni mature, patrimonio di tutti. Ma queste radici acquistano senso solo se alimentano un futuro in cui la longevità sia un'opportunità di partecipazione. Oggi, l'unione dei nostri tre Distretti rappresenta proprio questo: radici diverse che si intrecciano per generare un impatto più forte.

Insieme, noi Lions possiamo essere il motore di una trasformazione culturale che generi salute e dignità in ogni fase della vita, attraverso i nostri service — tenendo ben presente anche il passaggio generazionale che viviamo nei nostri stessi club: soci saggi ed esperti che, con il loro capitale umano e di esperienza, fungano da mentori per le nuove generazioni.

Permettetemi di chiudere con una riflessione personale. Oggi non vi parlo solo come Governatrice, come socia Lions, bensì anche attraverso l'esperienza che vivo ogni giorno come Presidente di una RSA, Residenza Sanitaria Assistita. Svolgere questo incarico mi mette costantemente di fronte a una realtà nuda: vedo quanto sia vitale agire oggi per garantire dignità domani.

È proprio in quel contesto, toccando con mano ogni giorno le fragilità e le risorse degli anziani, che mi rendo conto di quanto sia urgente pensare a una longevità sostenibile. Solo agendo d'anticipo sulla prevenzione, sulla cultura del vivere bene, potremo garantire a tutti una vita non solo più lunga, ma davvero degna di essere vissuta.

Mi tornano in mente le parole di Cicerone, che già duemila anni fa diceva: «Bisogna resistere alla vecchiaia e compensare i difetti con la cura e l'attenzione… La mente e l'anima restano salde finché si continua a coltivarle con passione.» Qui risuonano i valori Lions: la cura di noi stessi e dell'altro.

Ecco la sfida comune per i Distretti: fare in modo che non si smetta mai di coltivare la propria passione, la propria mente e la dedizione verso l'Altro. Perché avere radici nel futuro significa proprio questo: credere che la vita sia un giardino che, con la giusta cura, non smette mai di fiorire a qualunque età. Significa credere che, insieme, non esistano traguardi insuperabili, ma solo nuovi, straordinari punti di partenza.

Questo di oggi rappresenta il nostro nuovo punto di partenza sfidante. Grazie a tutti e buon lavoro ai nostri Distretti e a tutti i presenti.

Distretto 108 TA2
Paolo Pacorig
Governatore
Paolo Pacorig

Il tema della longevità può essere affrontato da molteplici prospettive, ma non si può prescindere da un punto fondamentale: la longevità è già una realtà per noi.

Nei nostri territori, forse a differenza di altre realtà, la longevità è un elemento presente da tempo con il quale la società ha già iniziato a confrontarsi. Oggi nel nostro contesto un quarto della popolazione ha oltre 65 anni, mentre nel 2050 le proiezioni prevedono che le persone ultra sessantacinquenni arriveranno al 35% mentre la popolazione di età superiore agli ottant'anni toccherà la soglia del 8,1%. Si tratta di un fenomeno in rapida crescita.

Questi sono elementi che si riflettono anche dal punto di vista economico dove l'ampliamento della sfera delle persone con qualche anno in più si contrappone alla diminuzione dei giovani presenti sia in ambito scolastico, che lavorativo.

È una società che cambia rapidamente e rispetto a questo fenomeno noi dobbiamo, oltre che prenderne atto, cercare di dare delle risposte ovvero offrire dei modelli di fattiva collaborazione e arricchimento di elementi che in apparenza potrebbero sembrare configgenti.

Nello svolgere questo nostro compito, prima di tutto dobbiamo analizzare il contesto nel quale andiamo a operare e poi pensare come proporre nuovi sistemi e nuovi modelli, partendo però da questi elementi di fatto.

La prima considerazione da operare è che nessuna generazione prima della nostra ha avuto tutto questo tempo a disposizione con una qualità di vita che non è semplice sopravvivenza, ma una condizione spesso di buona salute che consente agli ultra sessantacinquenni una vita attiva. È una qualità di vita che può quindi portare un contributo positivo alla nostra società, con la possibilità di orientare il futuro. Sta quindi a noi declinarne le modalità e vedere come questa importante parte della popolazione può costruire il futuro di tutti noi, non rinunciando però ad un concetto cardine "La longevità non viene a sostituire i giovani".

Non dobbiamo quindi dare spazio a quelle spinte egoiche che ci potrebbero portare a dimenticare le regole del buon senso riguardo ai giovani, perché dobbiamo pensare a costruire una società migliore per gli uomini del domani.

La longevità costituisce pertanto un elemento della nostra società che deve portare a non comprimere la presenza attiva dei giovani nei vari ambiti del vivere sociale.

Mai prima di ora, fino a cinque generazioni diverse, dai boomers alla generazione alfa, si sono trovate a lavorare insieme nello stesso luogo di lavoro, frequentare gli stessi concerti, le stesse rappresentazioni teatrali, vestire in modo uguale. È un cambiamento totale rispetto al passato se solo pensiamo a qual era il contesto sociale nel quale noi siamo cresciuti come ragazzi.

Ed è in questo senso che deve trovare applicazione quel principio della "Longevità come fonte di responsabilità". Gli odierni appartenenti alla Longevity sono portatori di esperienza, di conoscenza, ma soprattutto di saggezza, e devono essere messe a disposizione questo loro bagaglio di valori. Devono essere a disposizione della società per la pianificazione e realizzazione del futuro.

Gli appartenenti alla Longevity non sono chiamati fuori da questa sfida, ne sono parte integrante e quindi diventa importante la prospettiva che si vuole dare a questo loro contributo, per cui è fondamentale che ci sia questo dialogo con le istituzioni per declinare specifiche norme e progetti a tutela di questa nuova società.

In altri paesi si è già iniziato a cercare delle risposte concrete al riguardo, pensate ad esempio al fenomeno giapponese del "madogiwazoku" (cd. Tribù alla finestra) dove quasi il 50% delle aziende mantiene i dipendenti anziani con poche o nulle responsabilità operative, pagandoli non solo come segno di rispetto per la loro fedeltà ma soprattutto per beneficiare del loro bagaglio di esperienza.

Delineato questo primo aspetto, certamente nel nostro Paese stiamo già assistendo ad un importante fenomeno che vede coinvolti gli odierni appartenenti alla Longevity nel mondo del volontariato. È un'attività concreta e fattiva che ha contribuito a sviluppare un'articolata serie di iniziative nel terzo settore, perché in una società che via via è diventata sempre più povera, oggi il welfare nel nostro Paese è garantito dal contributo quotidiano delle associazioni di volontariato, composte per larga parte da membri in là con gli anni. Oggi se non ci fossero le associazioni di volontariato, non sarebbe più possibile mantenere il welfare, che avevamo raggiunto in passato grazie ad una condizione economica migliore.

È quindi evidente che ci sono dei campi nei quali gli appartenenti alla Longevity possono essere protagonisti per la costruzione del presente e del futuro.

Allora, su questi presupposti, anche l'approccio dell'individuo deve essere un approccio costruttivo, tenendo presente quel concetto prima declinato che la longevità non sostituisce il ruolo che i giovani devono avere in un contesto sociale.

Forse la sfida più importante che non deriva dalla semplice declinazione nel nostro ambito di modelli stranieri, è quella di provare a pensare come la longevità possa diventare un elemento di coesione con le generazioni più giovani e un elemento di contributo ad una crescita sana dei nostri giovani e della società.

Ecco, credo che questa, al di là di tutti gli aspetti organizzativi, di assistenza e quant'altro, sia la vera sfida alla quale ognuno di noi è chiamato.

Partecipare all'evento del 18 aprile sull'evoluzione della longevità offre la possibilità di contribuire a costruire nuovi scenari per il futuro della nostra società ed essere pronti ad impegnarvi con responsabilità per affrontare questa nuova sfida.

Distretto 108 TA3
Roberto Limitone
Governatore
Roberto Limitone

Viviamo una trasformazione silenziosa ma profonda: la longevità non sta solo cambiando la struttura della società, sta ridefinendo il significato stesso di lavoro, impresa e valore economico.

Per la prima volta nella storia, più generazioni convivono stabilmente nei luoghi di lavoro. Non si tratta semplicemente di una coesistenza anagrafica, ma di un incontro – talvolta complesso – tra visioni del mondo, approcci al rischio, modelli di apprendimento e culture professionali diverse. È qui che si gioca una delle sfide più decisive per il futuro.

La longevità, infatti, non è solo una questione demografica o sociale: è un fattore economico strategico. Un sistema produttivo che invecchia senza rinnovarsi perde competitività; ma un sistema che sa integrare esperienza e innovazione può generare un vantaggio straordinario.

Le imprese oggi sono chiamate a ripensare i propri modelli organizzativi. Non basta più gestire le età: occorre valorizzare le competenze lungo tutto l'arco della vita. Questo significa promuovere percorsi di formazione continua, creare ambienti di lavoro inclusivi e flessibili, favorire il trasferimento di conoscenze tra generazioni.

La longevità attiva può diventare un motore di sviluppo se si traduce in nuove forme di partecipazione al lavoro: mentoring, consulenza, imprenditorialità senior, affiancamento nei processi di innovazione. Non si tratta di "prolungare" il lavoro, ma di trasformarlo.

Allo stesso tempo, dobbiamo evitare un rischio concreto: quello di una frattura generazionale nel mercato del lavoro. I giovani non devono percepire la longevità come un ostacolo alle opportunità, ma come una risorsa che accelera la loro crescita. Questo richiede un patto nuovo tra generazioni, fondato su reciprocità e fiducia.

I giovani portano energia, competenze digitali, visione del cambiamento. Le generazioni più mature portano esperienza, capacità di lettura dei contesti, senso della responsabilità. Separati, questi patrimoni si indeboliscono. Insieme, creano valore.

È quindi necessario costruire luoghi – nelle imprese, nelle istituzioni, nelle associazioni – dove questo scambio diventi sistematico e non episodico. La vera innovazione non nasce solo dalla tecnologia, ma dalla qualità delle relazioni tra le persone.

In questo scenario, il ruolo del volontariato e del Terzo Settore diventa centrale. In una società che evolve rapidamente e che spesso vede ridursi le risorse pubbliche disponibili, queste realtà rappresentano un pilastro fondamentale di coesione sociale e di innovazione civica. Il volontariato non è solo risposta ai bisogni: è generatore di comunità, è spazio di partecipazione attiva, è luogo in cui le diverse generazioni possono incontrarsi, collaborare e costruire valore condiviso.

All'interno di questo ecosistema, Lions Clubs International rappresenta una delle espressioni più significative di questa capacità di mettere in rete persone, competenze e visioni. I Lions, per storia e identità, sono una comunità intergenerazionale: proprio per questo possono diventare un laboratorio vivente di integrazione tra età diverse, capace di generare valore per il territorio, per le imprese e per le istituzioni.

Possiamo essere promotori di una cultura del lavoro che riconosca la longevità come leva di sviluppo sostenibile. Possiamo favorire il dialogo tra imprese, istituzioni e comunità, contribuendo a diffondere modelli virtuosi di collaborazione intergenerazionale. Possiamo, soprattutto, tradurre i valori del servizio in azioni concrete che accompagnino la trasformazione sociale.

La longevità ci chiede di cambiare prospettiva: non più carriere lineari, ma percorsi plurali; non più competenze statiche, ma apprendimento continuo; non più generazioni in competizione, ma generazioni in alleanza.

È su questa alleanza che si fonda il futuro del lavoro e della nostra comunità.

In questa prospettiva, la longevità è strategica per i Lions perché rappresenta il terreno concreto su cui si esprime la nostra missione: mettere l'esperienza, le competenze e il senso di servizio al centro di una società che cambia. Non è solo un tema di studio, ma una leva attraverso cui rafforzare il nostro impatto e la nostra rilevanza sociale, contribuendo a una evoluzione positiva, inclusiva e sostenibile della società.

Partecipare all'evento del 18 aprile sulla r_evoluzione della longevità significa cogliere un'opportunità concreta: contribuire a costruire una visione condivisa e trasformarla in azione. Non sarà solo un momento di riflessione, ma un punto di partenza per definire nuove alleanze tra mondo del lavoro, imprese, istituzioni e volontariato.

Perché il futuro della longevità non si attende: si costruisce insieme.